Da influenza suina “A/H1N1″ a influenza tacchina | Blog di Alain

Ebbene si! non ci sono limiti alle vaccate, perdon, suinate o tacchinate ?! Eccovi una delle notizie strepitose dateci dal sito del Ansa.it per farci vaccinare dal famoso virus A/H1N1. A breve l’obblico di vaccino a tutti così potranno avvelenarci con intrugli inventati dagli americani. Io non vedo l’ora che mi si presenti davanti Il dottor Jekyll e mr. Hyde con una siringa in mano dicendomi: " prendi il vaccinooo….che ti farà stare meglio…. hihihihi"

 

"SANTIAGO – La presenza del virus A/H1N1 è stata individuata in due allevamenti di tacchini nella regione cilena di Valparaiso: lo hanno reso noto le autorità agricole e zootecniche del paese sudamericano. La scoperta del virus è avvenuta dopo che lo scorso 13 agosto una società di allevamento di tacchini aveva rilevato il calo nella produzione delle uova nei due allevamenti, hanno precisato le autorità, sottolineando che subito dopo sono state prese tutte le misure per evitare il diffondersi della malattia. E’ la prima volta che il virus della cosiddetta ‘influenza suina’ viene trovato in un animale diverso dal maiale.

Nei luoghi della scoperta del virus e’ gia’ scattata la quarantena e sono state prese tutte le indicazioni previste, tra le quali il rafforzamento delle misure della biosicurezza per le persone che lavorano sul posto, il controllo nel movimento degli animali e una serie di test nei laboratori. La scoperta che si tratti di casi del virus A/H1N1 e’ avvenuta qualche ora fa e le autorita’ di Santiago hanno gia’ informato l’Organizzazione mondiale della sanita’ animale (Oie). L’applicazione dei protocolli di prevenzione previsti, e’ stato sottolineato, permettono di assicurare alla popolazione che la carne di tacchini, e i suoi prodotti, ”sono totalmente idonei al consumo umano”, nei mercati sia interni sia esteri. Le autorita’ hanno inoltre fatto un appello ai cittadini a continuare a ”consumare in totale tranquillita”’ tali prodotti, rilevando infine che il programma di monitoraggio attivato da Santiago ha confermato che ”non ci sono evidenze della presenza della malattia nel resto del territorio cileno”.

 

Intanto girando per i vari blog leggo su luogocomune :

 

Facciamo un piccolo gioco. Io scrivo un pezzo, e voi al posto dei puntini ci mettete la prima cosa che vi viene in mente (sono 3 in tutto le parole da trovare). Il pezzo è questo:

Se gli … xxx… esistessero davvero sarebbe un grosso guaio per l’umanità. Un loro attacco, infatti, provocherebbe rapidamente la fine della nostra civiltà a meno che l’uomo non organizzasse un’immediata e feroce …yyy… A delineare tale scenario non è la fantascienza bensì un puntuale studio elaborato da matematici canadesi dell’università di Ottawa e di Carleton. Che nell’immaginare una battaglia tra … xxx… e umani hanno voluto in realtà studiare l’evoluzione di una … zzz… dagli effetti letali.

Vi dico subito che gli alieni non c’entrano nulla. Che cosa potrebbero essere quelle “cose” la cui battaglia con noi simulerebbe l’evoluzione di una “cosa” dagli effetti letali?

E’ dura, vero? Ebbene, la vostra difficoltà nell’immaginare una qualunque risposta accettabile dovrebbe dare l’esatta misura dell’idiozia della notizia.

Dài, provateci ancora una volta, prima di voltare pagina. Per venirvi incontro, vi dico che questa è la formula principale dello studio canadese citato più sopra.

Ancora niente? Buio pesto? Va bene. La prima parola è …

… “zombie”, la seconda è “rappresaglia”, la terza è “epidemia”.

Così continua l’articolo, pubblicato dalla nostra gloriosa ANSA, e intitolato “STUDIO, UN ATTACCO DEGLI ZOMBIE SAREBBE LETALE”:

La ricerca non è dunque frutto di eccessivo tempo libero degli scienziati canadesi. Gli studiosi dicono infatti che l’esercizio da loro formulato potrebbe aiutare a comprendere la diffusione tra gli umani di una malattia sconosciuta. Neil Ferguson, professore presso l’Imperial College di Londra nonché consulente del governo per quanto riguarda la diffusione dell’influenza suina, ha in effetti ravvisato similitudini tra lo studio canadese e l’evoluzione di certe malattie. "Nessuna di queste – ha detto – causa morti su vasta scala ma ci sono certi funghi che risultano molto difficili da sradicare". Certo, tra un fungo e cadaveri che riemergono dalle tombe c’é una bella differenza. Anche perché vi sono zombie e zombie: quelli lenti e poco intelligenti, alla Romero, e quelli più moderni, agili e implacabili – alla Io Sono Leggenda. Per dare una chance all’umanità i canadesi hanno preferito usare il primo tipo. "Abbiamo ricreato l’attacco degli zombie creando un modello basato sulle nozioni biologiche immaginate nei film di genere", spiega il professor Robert Smith? alla BBC – il punto interrogativo non è un refuso ma parte del cognome, ndr. "Una volta creato il modello – prosegue Smith?, che sul sito dell’università spiega di aver aggiunto il punto interrogativo al suo cognome per differenziarsi dal cantante di The Cure – osserviamo il risultato con soluzioni numeriche". "Quando si cerca di mappare una malattia sconosciuta – dice Smith? alla BBC – uno prova a capire che sta succedendo, si va per approssimazione. Poi si torna indietro e si riprova". Risultato? L’unica speranza per l’umanità, in caso di attacco degli zombie, è di colpire i non-morti "duramente e spesso". "E’ fondamentale – conclude lo studio pubblicato nel saggio Infectious Diseases Modelling Research Progress – che il problema degli zombie sia risolto in fretta altrimenti ci troviamo tutti nei guai". Inutile quindi catturare i non-morti e cercare una cura: l’unica soluzione è non mostrare nessuna pietà. In caso di guerra le ‘colombe’ si mettano dunque il cuore in pace: ne va della vita.

Capito il messaggio?

E se metessimo al posto di ZOMBI = INFLUENZA SUINA e CURA = IMMEDIATA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA DI TUTTA LA POPOLAZIONE ??? A mio avviso ci sta a pennello.

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