
E da un paio di giorni che sia i giornali pilotati che le solite reti rassicurano gli italiani. Il peggio è passato, le borse riprendono, siamo arrivati alla fine della crisi mentre l’Istat pubblica sul suo sito una tabella che dice il contrario.
Poi, per confondere le idee scrive questo articolo:
"Sulla base delle informazioni finora disponibili, nel secondo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente e del 6,0 per cento rispetto al secondo trimestre del 2008. La contrazione congiunturale del Pil è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi. Il secondo trimestre del 2009 ha avuto le stesse giornate lavorative rispetto sia al trimestre precedente sia al secondo trimestre del 2009.
Nel secondo trimestre il PIL è diminuito in termini congiunturali dello 0,8 per cento nel Regno Unito e dello 0,3 per cento negli Stati Uniti. In termini tendenziali, il PIL è diminuito del 5,6 per cento nel Regno Unito e del 3,9 per cento negli Stati Uniti."
Chiaro per tutti no ? Se la scazzola la inserisci nell’apposita sfuncazza si incastra nel pustolo, ovio!
Fortunatamente c’è la tabella che indica il prodotto interno lordo al -6% e da cio desumo che Eugenio Benetazzo abbia azzeccato perfettamente la nostra situazione economica e cioè disastrosa. Adesso aspettiamo settembre, quando i cassaintegrati non avranno nemmeno quel poco di sostentamento proveniente dallo stato.
Intanto leggiamoci le vere notizie fatte da un’ economista serio tralasciando raiset e affini.
Commento Tecnico del 25/08/2009 di Eugenio Benetazzo
Soffermiamoci a fare una considerazione sull’andamento dell’indice americano S&P500, di fatto l’indice guida per tutte le borse del pianeta, il quale tuttavia da alcuni trimestri inizia a sentire l’ingombrante influenza dell’indice cinese, lo Shangai Composite. Chi segue le mie analisi sicuramente si ricorda della proiezione grafica a 5 onde di Elliott che mi aspetto per i prossimi mesi. Sostanzialmente all’interno di un ciclo ribassista a 5 onde i questo momento stiamo cavalcando una onda 4 correttiva di impulso rialzista dentro un bear market. Le recenti sedute di borsa sono state tuttavia caratterizzate da una inattesa spinta al rialzo. Cerchiamo di delineare un quadro di analisi: nonostante il clamore dei media il peggio non è ancora passato, ci aspetta un ottobre rosso almeno sul piano ocupazionale, nelle ultime due settimane sono fallite altre 9 banche negli USA con una frequenza sempre più incalzante, i governi europeri parlano di ripresa del PIL per il 2010 con un modesto + 0,2 quando il 2009 finirà con almeno un – 5 %, per non parlare sempre della disoccupazione negli USA ormai oltre il 9,5 %.
Non dobbiamo infatti dimenticare che se la grande depressione che ci si aspettava ancora un anno fa si è risolta o trasformata in una grande recessione, questo non significa che non ci saranno significative contrazioni sui livellli dei consumi e dei livelli di profitto per le aziende (considerate che negli ultimi tre trimestri le trismesrali sugli utili delle imprese americane hanno visto un miglioramento rispetto alle attese, ma sono pur sempre in calo progressivo).
A sentire piccoli e medi imprenditori non si percepiscono segnali di effettivo rallentamento tanto meno di inversione. Su questo fronte la Cina è il paese che preoccupa di più, il governo continua a sostenere l’attività industriale aumentando vistosamente la quantità di credito, ma ricordiamo sempre che le imprese cinesi trattano ordinativi di output industriale dall’Europe e dagli USA se queste stesse aree sono poi in grado di assorbire quanto richiesto.
Le giornate di rialzo borsistico si sono verificate durante le due settimane centrali di agosto, in piena pausa estiva, con bassi volumi e grandi operatori istituzionali assenti. La mia view tecnica, osservando il grafico postato, è pertanto di una ripresa della discesa già nelle prossime sedute con un’accentuazione della caduta per il mese di ottobre. La rottura di area 980 punti di S&P500 daranno un forte segnale ribassista.
Per cavalcare il ribasso vi sono numerosi ETF con strategia di short selling. Abbandonerò questa view solo se l’indice chiuderà sopra i 1050 punti sulla chiusura weekly. Termino infine con una considerazione sui volumi di negoziazione troppo esigui e con segnali contrastanti in tema di indicatori sull’attuale trend rialzista. Appuntamento tra 15 giorni per il prossimo aggiornamento.
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Adesso godiamoci la recessione!









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