L’Italia popolata da zombie mentre la Svizzera giudica | Blog di Alain




Il ritornello è sempre quello! da questa rima si deduce il mio sarcasmo macabro che ormai volteggia nell’aria populista Italiana. Abituatati ad essere governati da mafiosi, papponi ec. ec. non ci preoccupiamo più di nulla se non del nostro lavoro. Cosa importante visto che in Italia ormai non c’è più. Sgradevole la sensazione di essere abbandonati a se stessi senza possibilità di emergere se non si è raccomandati, lecca culi o politicizzati.

Ormai anche quelle non funzionano più in quanto i posti migliori sono già da tempo occupati da puttane che si svendono per un pezzo di pane. Nel mio settore, quello informatico, troviamo neolaureati senza neanche un minimo di esperienza lavorativa che offrono le loro prestazioni inutili per poco più di 500 euro al mese. Loro sostengono che così facendo si fanno la "gavetta" ma non si rendono conto che degradano la professionalità di persone che sono da anni nel settore e che potrebbero fare la differenza.

Ma a queste riflessioni dobbiamo aggiungere il giudizio dall’estero che oltre a degradare l’immagine politica Italiana, che noi ormai conosciamo bene, giudica la popolazione come degli schiavi. Zombie che ubbidiscono ad un sistema ormai degradato senza possibilità di risveglio.

Ed ecco cosa dicono di noi, "Politica interna" pubblicato il 5 settembre 2009 in Svizzera:

 
 

[Dagens Nyheter]

 

Perché il resto del mondo dovrebbe interessarsi al modo in cui è governata l’Italia se nemmeno gli italiani lo fanno? Perché l’Italia fa parte dell’UE, e anche se i 27 membri non agiscono esattamente secondo il motto dei moschettieri “tutti per uno e uno per tutti”, ci sono alcuni denominatori comuni. Tra le altre cose, il rispetto per chi la pensa diversamente e per i diritti delle minoranze, per la libertà d’espressione e di stampa. E naturalmente anche le condizioni economiche per entrare nella zona dell’euro.

 

Silvio Berlusconi, il gigante del mondo degli affari che è diventato politico, per quanto riguarda la teoria professa forse i principi europei, ma nella pratica fatica parecchio a farlo.

 

La stampa estera ha segnalato a lungo quanto sia inopportuno che un capo di governo abbia il quasi totale monopolio dei media. Semplificando un po’, è stato affermato che l’elettorato italiano si sia fatto sedurre dagli sciocchi programmi dei media sotto il controllo di Berlusconi. I programmi potranno essere imbarazzanti, ma per molti italiani l’intera politica è un sistema vergognoso, che può essere gestito tanto da un intrattenitore come Berlusconi quanto da un personaggio noioso come Giulio Andreotti, il protagonista assoluto della politica italiana del dopoguerra. C’è un film recente su Andreotti, “Il divo”, in cui il potere appare duro, pericoloso e mortale.

 

L’era di Andreotti si è conclusa con la caduta del muro e adesso ha preso il suo posto Berlusconi. Questi ha lo stesso controllo ed esige la stessa fedeltà ma appare significativamente meno pericoloso. È proprio questa la cosa più sgradevole. Perché man mano che la situazione economica si fa più difficile, il governo Berlusconi
ricorre a mezzi sempre più ripugnanti. I critici vengono minacciati e ridotti al silenzio. Ultimo nell’ordine, si è dimesso il redattore di un giornale cattolico che ha espresso opinioni sulla vita privata del capo del governo. A Bruxelles, il governo cerca di fermare il portavoce della commissione europea che ha osato ricordare le regole
in vigore per chi chiede asilo nei paesi dell’UE.

 

Ad essere terribile non è la critica della politica di Berlusconi ma il suo contenuto. L’idea di stigmatizzare i rom, di respingere i rifugiati, di riversare la colpa su determinate minoranze.
Purtroppo, lo stesso modello è in uso anche presso altri membri dell’UE. In Ungheria e Slovacchia, solo per menzionarne un paio, il nazionalismo va a braccetto con la persecuzione delle minoranze. Quel pentolone in Europa l’abbiamo già visto bollire in passato.

 

fonte Opinion

 

Tagged with:
 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>